Premi di produttività 2016: criteri di misurazione e caratteristiche dell’incentivo

In seguito alla pubblicazione della legge di stabilità, in vigore dal 1 gennaio 2016, sono stati definiti i criteri di misurazione ed i dipendenti che ne hanno diritto.

A breve verrà inoltre emanato il decreto che prevede la detassazione dei premi e del salario di produttività, che porterà vantaggi sia ai datori che ai dipendenti.

 

 

Il Governo ha infatti stanziato 430 milioni di euro per il 2016 e 589 milioni di euro per gli anni successivi. Attraverso il decreto si definiscono quindi le somme di premio che il datore decide di dare al lavoratore per aver svolto un lavoro che ha portato un incremento in termini di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.

Tra gli aumenti sia produttivi che redditivi rientrano l’ottimizzazione dei tempi di produzione e l’aumento dei volumi, il miglioramento della qualità dei processi e dei prodotti ed infine il risparmio nell’utilizzo dei fattori produttivi.

L ‘obiettivo della Legge è quindi quello di premiare le imprese che offrono lavoro stabile. Anche gli altri lavoratori non sono esclusi dal bonus, che spetta quindi, anche alle aziende che trasformano rapporti di collaborazione in rapporti di lavoro subordinato o che assumono persone che percepiscono una pensione.

In cosa consiste l’incentivo fiscale?

L’incentivo è destinato ai dipendenti con un imponibile inferiore a 50.000 € annui; di conseguenza, ne sono esclusi i quadri.

L’incentivo di base prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 10% sui premi di produttività, fino ad un importo complessivo non superiore a 2.000 €  annui. Il limite sarà incrementato a 2.500 € lordi se i datori di lavoro decideranno di coinvolgere in modo attivo i dipendenti nell’organizzazione delle attività.

Vi è la detassazione totale se i premi di produttività sono sostituiti da misure di welfare aziendale.

L’azienda decide di attuare il welfare aziendale per venire incontro alle esigenze dei lavoratori nei campi più vari, come l’assistenza sanitaria, la necessità di cura dei figli e il bisogno di maggior tempo libero.

Le misure di welfare possono consistere in beni e servizi offerti come voucher, sia in forma cartacea che elettronica. Rientrano nell’insieme delle misure detassate anche le borse di studio offerte ai figli dei dipendenti, le somme destinate alla previdenza complementare e tutte le iniziative che permettono al lavoratore la conciliazione famiglia-lavoro.

La Stabilità 2016 ha inoltre previsto che le somme e i valori dei fringe benefit concessi ai dipendenti e quelli di importo non superiore a 258 € non concorrano a formare il reddito di lavoro dipendente, anche se essi sono fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione delle somme detassate.